L’industria dell’animazione giapponese è in continua evoluzione, e con essa emergono nuove sfide che coinvolgono sia i veterani che le nuove generazioni di professionisti. Hiroya Hasegawa, vicepresidente e produttore di animazione dello studio MAPPA, ha parlato di questi temi in una recente intervista al portale giapponese Real Sound, soffermandosi su alcuni degli ostacoli più difficili da superare nel settore.
Uno dei problemi principali, secondo Hasegawa, è il divario tra le aspettative e la realtà del lavoro nell’animazione. L’aumento della popolarità degli anime ha portato molte persone ad avvicinarsi al settore con grandi aspettative, salvo poi scontrarsi con un ambiente di lavoro molto più impegnativo di quanto immaginato. “Quando queste persone decidono di entrare nel settore, in molti non trovano quello che si aspettavano“, ha spiegato. La soluzione non è semplicemente sottolineare quanto sia difficile produrre anime, ma trovare modi concreti per colmare questo divario.
Un altro cambiamento significativo riguarda il bilanciamento tra vita lavorativa e personale. Hasegawa sottolinea come sempre più professionisti vogliano distinguere il proprio tempo libero da quello dedicato al lavoro. “Le aziende devono adattarsi ai tempi e comprendere l’importanza di questo equilibrio“, ha detto, aggiungendo che il compito di garantire un ambiente lavorativo sano non può ricadere esclusivamente sugli individui, ma deve essere una responsabilità delle aziende stesse.
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Scelte creative e gestione dei talenti nello studio MAPPA
Oltre alle problematiche lavorative, Hasegawa ha discusso della gestione dei talenti all’interno di MAPPA, rivelando alcuni dei processi decisionali dietro la selezione dei registi per le loro produzioni. Tra i nomi menzionati spicca Shuhei Yabuta, scelto come regista di Vinland Saga nonostante il suo background nella CG piuttosto che nell’animazione tradizionale. La decisione, secondo Hasegawa, è stata influenzata dalla capacità di Yabuta di creare scene cinematografiche di grande impatto visivo.
Un approccio simile è stato adottato con Mato Nakazono, già coinvolto nella regia di Chainsaw Man, e poi scelto per dirigere Boukyaku Battery. Anche qui, MAPPA ha cercato di bilanciare l’esperienza del regista con il tipo di progetto assegnato, sfruttando le informazioni raccolte da collaboratori di lunga data per trovare la persona più adatta a ogni produzione.
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Il caso di Ranma ½ è stato invece gestito in modo differente, optando per un regista con una lunga esperienza, Kōnosuke Uda, piuttosto che un talento emergente. Vista la natura iconica del titolo e il peso della sua fanbase, si è scelto di affidare il progetto a un veterano con la capacità di mantenere intatta l’essenza dell’opera originale, pur introducendo un team di giovani talenti al suo fianco.
Infine, Hasegawa ha parlato dell’importanza delle connessioni tra gli studi di animazione. Avendo lavorato in diverse aziende nel corso della sua carriera, ha sottolineato come il confronto tra professionisti di diversi studi,come GONZO, Production I.G, MadHouse e CloverWorks, sia una risorsa fondamentale per la crescita dell’industria.
Guardando al futuro, il produttore ha voluto mandare un messaggio a chi sogna di entrare nell’industria dell’animazione: “Non bisogna scoraggiarsi se le prime esperienze non vanno come previsto. La maggior parte delle persone non riesce subito, ma la crescita è un processo graduale. Bisogna darsi tempo e continuare a migliorare.“
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