Val Kilmer, attore che ha saputo alternare ruoli da protagonista a interpretazioni di culto, si è spento all’età di 65 anni a causa di complicazioni legate a una polmonite. La notizia è stata confermata dalla figlia Mercedes Kilmer al New York Times e ha immediatamente scosso il mondo del cinema, che perde un artista dalla carriera tanto brillante quanto imprevedibile.
Diplomato alla prestigiosa Juilliard School, Val Kilmer ha esordito con commedie come Top Secret! (1984) e Real Genius (1985), prima di ottenere la fama mondiale con Top Gun (1986), dove ha interpretato il carismatico Iceman accanto a Tom Cruise. La sua capacità di calarsi in personaggi sempre diversi lo ha reso un attore versatile, come dimostrato nel fantasy Willow (1988) e, soprattutto, nell’iconico ruolo di Jim Morrison in The Doors (1991) di Oliver Stone.
Dopo il successo nei panni del frontman dei The Doors, Kilmer ha preferito ruoli più particolari, diventando indimenticabile in film come Tombstone (1993), True Romance (1993) e Heat (1995). Il suo Doc Holliday in Tombstone è considerato una delle migliori interpretazioni western di sempre, con battute cult come “I’m your huckleberry” entrate nell’immaginario collettivo. Per costruire il personaggio, Val Kilmer studiò una parlata aristocratica del Sud ormai perduta, lavorando con il coach Tim Monich per trovare il giusto equilibrio tra autenticità storica ed esigenze cinematografiche.

Tra successi, sfide e una rinascita artistica: la carriera di Val Kilmer
Nel 1995, Val Kilmer vestì il mantello di Batman in Batman Forever, un’esperienza che lo lasciò insoddisfatto. La rigidità del costume e la mancanza di espressività lo portarono a definire il ruolo come una trappola. Dopo questa parentesi da supereroe, si trovò coinvolto in produzioni difficili, tra cui L’Isola del Dottor Moreau (1996), un set caotico segnato da problemi organizzativi e tensioni tra gli attori.

Nonostante gli alti e bassi della carriera, Val Kilmer continuò a cercare progetti che lo appassionassero. Nel 2012 scrisse, diresse e interpretò Citizen Twain, un monologo teatrale dedicato a Mark Twain, dimostrando ancora una volta la sua voglia di mettersi in gioco. Nel 2015, la sua vita cambiò radicalmente con la diagnosi di un tumore alla gola, che compromise la sua voce e la sua capacità di recitare. L’attore affrontò la malattia con la stessa determinazione che aveva caratterizzato la sua carriera, credendo profondamente nel potere della preghiera e della guarigione spirituale.
Nel 2021, il documentario Val ha offerto uno sguardo intimo sulla sua vita, tra successi e difficoltà. Ma il vero momento di chiusura del cerchio arrivò con Top Gun: Maverick (2022), dove riprese il ruolo di Iceman in una scena carica di emozione accanto a Tom Cruise. “Per lui tornare a interpretare quel personaggio è stato potente”, ha dichiarato Cruise, sottolineando il valore di quella performance. La morte di Val Kilmer ci lascia un’eredità cinematografica fatta di ruoli intensi e interpretazioni indimenticabili, dimostrando che il vero talento sta nel trasformarsi continuamente senza paura di prendere strade meno battute.
