Il capitolo 1144 di One Piece ha alzato di nuovo e pesantemente l’asticella dal punto di vista della rivelazioni importanti che, pian piano, stanno completando un gigantesco puzzle utile a raccontarci l’evoluzione dell’universo narrativo. Nel pieno dell’arco di Elbaph, Oda ha sorpreso i fan ancora una volta, abbandonando l’attesa narrazione su Loki e sui Cavalieri Divini per immergersi in qualcosa di ancora più ambizioso: l’origine stessa del mondo. E lo ha fatto attraverso Franky, Ripley e l’incredibile rivelazione di un’antica struttura tecnologica nascosta tra le radici dell’Albero di Adamo.

Harley, le sacre scritture di Elbaph, ha introdotto l’idea di Tre Mondi, o meglio, tre ere che hanno preceduto quella attuale. Questi testi raccontano di due apocalissi già avvenute e preannunciano una terza all’orizzonte. In merito alla Prima Era, il capitolo 1144 ha confermato un dettaglio particolarmente significativo: un tempo l’umanità raggiunse l’apice della tecnologia, solo per essere poi annientata dalla collera del Dio della Terra e del Serpente Infernale, in seguito alla comparsa del Dio del Sole invocato dagli schiavi.
Il racconto del libro Harley non è solo mitologia: il laboratorio raggiunto da Franky, secondo Lilith, risalirebbe a 3.000 anni fa, e la sua tecnologia supera perfino quella dell’Antico Regno. Un tempo in cui l’umanità sfidava divinità e fu distrutta due volte. Con una narrativa così densa, Elbaph si sta rivelando molto più che una semplice isola di giganti: è un archivio vivente di tutto ciò che il mondo ha dimenticato.

L’eredità dei Giganti di Ferro e il destino di Franky
Ma il cuore pulsante di questo capitolo è anche tecnologico, con il ritorno in scena dei Giganti di Ferro, creature meccaniche colossali legate a doppio filo con la figura di Nika e Joy Boy. Il primo gigante di questo tipo lo abbiamo conosciuto a Egghead, identificato come Emeth, amico e guardiano di Joy Boy, risvegliato dal potere dei tamburi della liberazione di Luffy. Ora, nel cuore di Elbaph, ne scopriamo un altro, o almeno ciò che ne resta: un’intera base scientifica incastonata nel suo cranio, dalle dimensioni colossali.
Secondo l’analisi dell’importanza di questi giganti di ferro condotta da GameRant, Franky, l’ingegnere dei sogni, si ritrova davanti a una tecnologia che potrebbe riscrivere tutto ciò che si conosce sul mondo. Non è un caso che lui, più di chiunque altro, possa comprenderla: è l’erede spirituale di questi colossi. La sua trasformazione potrebbe portarlo a diventare il “Gigante della Liberazione” per Luffy, esattamente come Emeth lo fu per Joy Boy. Con le conoscenze acquisite, Franky potrebbe finalmente perfezionare il Franky Shogun, scoprire i segreti dell’Energia Antica, e persino contribuire alla creazione di Pluton, di cui è l’unico capace di costruire un modello completo.
Il legame tra lui, Vegapunk e l’eredità dei mondi precedenti diventa così un asse narrativo cruciale per la saga finale. L’arco di Elbaph continua ad arricchirsi di strati, con la promessa che il vero villain deve ancora essere svelato, e che ciò che si cela nel passato è destinato a influenzare ogni singola scelta futura. Oda, ancora una volta, ha dimostrato che One Piece è molto più di una caccia al tesoro: è un’odissea attraverso civiltà perdute, rivoluzioni divine e sogni mai sopiti.
