In Francia ci sono un po’ di tensioni tra le autorità e i provider di VPN legate alla lotta contro la pirateria calcistica e non solo. Per fermare i colpevoli, che si sospetta utilizzino le virtual private network per perpetrare i loro crimini, i titolari dei diritti d’autore hanno avanzato delle richieste legali che metterebbero a rischio la privacy di tutti gli utenti.
I titolari dei diritti vogliono costringere le VPN a collaborare al blocco pirata, ma loro non ci stanno
Canal+ e la Ligue de Football Professionel (LFP) hanno infatti chiesto ai tribunali di costringere provider di servizi quali il noto NordVPN e altre come Cyberghost, ExpressVPN, ProtonVPN e Surfshark di collaborare con loro nel bloccare gli account pirata. Praticamente essi sono entrati nel mirino delle autorità per quanto riguarda la lotta al pezzotto, dopo che ciò è accaduto con gli ISP residenziali e i resolver DNS.
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I provider sopracitati temono che queste richieste possano aprire la strada all’entrata in vigore di restrizioni eccessive e risultare di conseguenza un pericoloso precedente. Loro hanno infatti ribadito davanti ai titolati dei diritti e alle autorità di non essere strumenti legati ad attività illecite ma piuttosto strumenti legittimi per la protezione della privacy e della sicurezza.
Toccherà aspettare il mese prossimo, quando ci sarà un’udienza in tribunale che chiarirà per filo e per segno la posizione delle due parti, anche se potrebbe non essere la chiusura definitiva di questa storia. Alcuni provider stanno ad esempio già valutando di lasciare completamente il mercato francese se dovessero effettivamente adeguarsi alle nuove regole, seguendo l’esempio di Cisco, un provider di servizi DNS che ha lasciato la Francia proprio per evitare degli obblighi troppo stringenti.
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Ma c’è anche chi è pronto a presentare ricorso e a lottare fermamente con le autorità francesi. La VPN Trust Initiative (VTI), ossia l’organo che rappresenta i principali provider di VPN, si sta opponendo con fermezza alle richieste avanzate dai titolari dei diritti. Proton, invece, ha dichiarato di essere già pronta a portare il caso alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.
La Francia non rappresenterebbe neanche il primo paese a rimanere scoperto dalle VPN, in quanto in passato alcuni provider si sono trovati costretti a lasciare l’India e il Pakistan a causa di politiche troppo invasive.